Visite di don Bosco a Mornese: Memorie Biografiche e Cronistoria.

(di Don Tommaso Durante SDB)

 

 

Don Domenico Pestarino

Il legame che la Provvidenza ha trovato per fare arrivare don Bosco a Mornese è il Sacerdote don Domenico Pestarino1 (1817-1874).

Don Domenico è nativo di Mornese, proviene da una famiglia numerosa e profondamente cristiana e sufficientemente benestante. Per realizzare la sua vocazione sacerdotale prima è andato a studiare nel Seminario di Acqui, e poi alcune “sofferte” circostanze l’hanno portato nel Seminario di Genova, che in quegli anni e per gli insegnanti, in modo particolare il Rettore Giovanni Battista Cattaneo (1805-1854), e per la formazione che veniva data, sta diventando un Cenacolo di Santità.

Appena arriva in Seminario, i primi Esercizi Spirituali gli sono predicati da Antonio Maria Giannelli, che è stato insegnante nel seminario stesso, in quegli anni era arciprete a Chiavari, e poi diventerà vescovo di Bobbio, e attualmente è Sant’Antonio Maria Giannelli.

Ci sono poi dei preti significativi che si interessano della formazione: il Frassinetti, che possiamo definire il Cafasso della diocesi di Genova, e che ha anche tre fratelli preti, e la sorella Paola, che si fa suora e oggi è Santa, lo Sturla ed altri.

Pestarino è di indole serena e buona e si inserisce magnificamente in quel cammino di Santità. Già nell’ultimo anno di teologia è chiamato a svolgere il servizio di Prefetto, cioè assistente, dei ragazzi più piccoli, dove sono messe in luce le sue doti di educatore. Diventato sacerdote nel 1839 è invitato dal rettore del seminario, il Cattaneo a ritornare e a prestarsi al servizio di Prefetto questa volta per gli studenti di teologia. L’educazione che il Seminario sta offrendo è un’educazione serena e sacramentale: possibilità di confessione settimanale, di comunione quasi quotidiana, e questo è frutto dei sacerdoti che gravitano attorno al Seminario, e don Domenico è uno degli artefici che portano avanti queste idee. Possiamo dire che nel Seminario di Genova don Pestarino impara a fare il prete …

Genova vive una stagione risorgimentale interessante, genovesi sono Mazzini, Nino Bixio, il marchese Giorgio Doria, un suo Castello si trova a Mornese, genovese di adozione è Giuseppe Garibaldi, lo sarà poi Mameli, a Genova vive la sua stagione il Gioberti. Alcuni di questi uomini del Risorgimento si trovano in contrasto con diversi preti, e nel 1847, per motivi politici, il Frassinetti si ritirerà per tredici mesi in Val Polcevera ospite del Campanella, sostituirà, per maggior sicurezza il nome, si farà chiamare “Prete Viale” (il cognome della mamma), e vivrà il suo anno sabbatico, lo Strurla andrà missionario in Abissinia, con il Massaia, e il Pestarino tornerà nella sua Mornese, anche se non ne conosciamo il motivo esatto.

Nel paese natale la sua famiglia è influente, nel 1845 gli muore la madre. Il primo fratello è medico del paese e diventerà anche sindaco, e don Domenico sarà sempre eletto, dal suo ritorno alla morte, Consigliere comunale, con le deleghe all’istruzione e alla sanità.

Arrivando al paese don Domenico dirà ai suoi paesani: “Cari compaesani io sto volentieri in mezzo a voi se mi lasciate a fare il prete, altrimenti vado da qualche altra parte … e Mornese diventa il luogo del suo fecondo e innovativo apostolato.

Il parroco don Lorenzo Ghio sta diventando anziano, e corre il rischio di diventare cieco, e un sacerdote che desidera semplicemente fare il prete, gli è di grande utilità e sostegno.

Il sostentamento don Pestarino lo trova in parte nei beni di famiglia, ma anche nel servizio che compie nelle varie parrocchie, come prete.

E il prete don Pestarino con la catechesi, la predicazione, l’Eucaristia, la disponibilità al servizio nel sacramento della confessione, tutti valori che ha imparato a vivere nel Seminario di Genova, cambia la religiosità del paese.

Nel paese ci sono alcuni fermenti di speranza cristiana, uno di questi è un gruppo di ragazze, guidate dalla Maccagno, che fondano le Figlie dell’Immacolata, una associazione laicale, con interessi educativi e caritativi, e quando il Frassinetti si accingerà a controllare e ampliare il regolamento, scritto dalla Maccagno si accorgerà che queste ragazze non fanno altro che camminare nella scia di Santa Angela Merici (1474-1540), che aveva fondato secoli prima un’istituzione con gli stessi principi.

E il paese con la presenza pastorale del Pestarino assume un volto sempre più profondamente cristiano. Nel 1860 muore il vecchio parroco don Ghio, e arriva come nuovo parroco don Valle di appena 28 anni: Il nuovo parroco fa intuire a don Domenico che tutto quello che ha fatto l’ha fatto bene, ma gli fa anche capire che Lui è giovane e pieno di salute, e che la parrocchia vorrebbe guidarla Lui. E don Domenico comincia a sentirsi di troppo; nel 1862 gli muore anche il vecchio padre, e Lui pensa di rinnovare la sua vita, e di farsi religioso.

Nel frattempo, non sappiamo ancora quando e come, gli storici hanno le loro ipotesi, don Domenico viene a conoscere don Bosco e questo rinnova la sua vita. Racconta a don Bosco quello che fa nel suo paese e che vorrebbe farsi religioso. Don Bosco che aveva tanti progetti in mente, ormai anche quello di trovare delle donne, suore, che facessero per le ragazze quello che Lui faceva per i ragazzi, intuisce che alcune Figlie dell’Immacolata potrebbero prestarsi allo scopo, e accetta don Domenico come figlio spirituale, lasciandolo però al suo apostolato di Mornese e interessandosi di quello che stava facendo.

Alla fine di aprile del 1864 don Bosco benedice la prima pietra della Chiesa di Maria Ausiliatrice, che sta costruendo a Valdocco, di questa benedizione ricordiamo in modo particolare l’episodio degli otto soldi2, e ad ottobre vive con i migliori dei suoi ragazzi la quarta memorabile passeggiata autunnale, parte in treno, poiché proviene dalla sua frazione natale i Becchi, da Villafranca, e porta i suoi ragazzi prima a Genova, dove visitano la città, e poi il 7 ottobre prende il treno a Genova, scende a Serravalle e si incammina verso Mornese, passando per Gavi, dove incontra il Canonico Alimonda che sta facendo un po’ di vacanza.

Il Canonico Alimonda e don Bosco si incontrano e dall’incontro ne nascerà una vicendevole stima: L’Alimonda sarà Cardinale a Torino quando muore don Bosco, e gli sarà vicino con attenzione, simpatia e rispetto.

1864 – 1° arrivo di Don Bosco a Mornese (7-10 ottobre 1864).

Mornese è un paese caratteristico della Val Lemme, non è situato in una grande via di comunicazione, ed è piuttosto laborioso arrivarci.

Don Bosco arriva a Mornese il 7 ottobre sera3, che è un venerdì, ed è anche la festa della Madonna del Rosario, su un cavallo bianco che gli ha fatto trovare don Pestarino, con un ottantina di Ragazzi, i migliori che ha a Valdocco, alcuni suonano nella banda e hanno i loro strumenti, altri recitano, in modo particolare Gianduia.

Ai bordi della strada che porta al paese i mornesini hanno acceso dei fuochi, come segno di gioia e di festa, e dopo una visita nella Chiesa parrocchiale e il primo saluto, don Bosco e i suoi ragazzi, si ritirano per la notte.

Il giorno otto, don Bosco, don Pestarino e certamente altri preti sono in chiesa per le confessioni, alle prime luci dell’alba, don Bosco celebra la Santa Messa, per la popolazione e pei i suoi ragazzi e poi si mette in Confessionale e terminate le confessioni, verso le 10.30 incontra nella sacrestia della parrocchia le Figlie dell’Immacolata, e con loro c’è anche Maria Domenica Mazzarello.

E nasce, con il tempo, un interessamento vicendevole tra questo gruppo di ragazze e don Bosco, in modo particolare tra la Mazzarello e don Bosco.

La Mazzarello ha 27 anni, e qualcuno ipotizza che tra questa giovane donna e don Bosco, che di anni ne ha 49, sia nato il rispetto e l’attenzione, perché Don Bosco nella schiettezza che manifesta ha rivisto la serenità, l’impegno la fede e la costanza di sua Madre, Mamma Margherita. E l’asse tra don Bosco, don Pestarino, i Mornesini, Le figlie dell’Immacolata, la Mazzarello si rinsalda sempre di più.

Le passeggiate autunnali di Don Bosco non erano solo un andare da un posto all’altro, ma erano motivo di conoscenza, di confronto con le realtà del territorio, e i ragazzi che portava erano la testimonianza che il suo metodo educativo veniva vissuto serenamente. E alla fine della passeggiata si trovava con decine e decine di ragazzi che aveva invitato a Valdocco, e diversi di loro diventavano preti o religiosi salesiani

In quel tempo i Comuni erano chiamati a istituire la Scuola dell’Obbligo, e don Bosco aveva aperto i primi Collegi: per realizzare questo intendimento i mornesini chiedono a Don Bosco di mandare i suoi salesiani, come Insegnanti ed Educatori, e loro avrebbero costruito il Collegio: a don Bosco Torino ormai stava stretto, e voleva ampliare la sua opera e accetta volentieri.

Don Pestarino ha ereditato dal Padre un terreno che può servire magnificamente per la costruzione della struttura, e si pone mano all’opera.

I Mornesini domandano il permesso al Vescovo di Acqui Mons Contratto di poter lavorare di domenica, e tutto il paese per quello che può si mobilita per la costruzione.

Ci sono alcuni muratori stabili, il resto è volontariato. Il vescovo quando ha dato il permesso di lavorare di domenica mette una postilla nel foglio: “Prima di usare la struttura ad opera educativa dovete domandarmi il permesso4”.

Don Bosco dopo aver stabilito diverse relazioni nel territorio, il giorno 11 mattino, martedì, lascia Mornese a piedi, per Capriata l’Orba, e continua la passeggiata per Ovada, Acqui. Ad Acqui prenderà il treno con i suoi ragazzi per tornare a Torino.

E’ venuto a Mornese, ha preso conoscenza di quello che si sta facendo e che si vuole fare, costruisce legami con altre persone, alcuni ragazzi di Mornese vanno a studiare nelle sue case: a Valdocco, a Lanzo Torinese od ad Alassio.

Ha incontrato tre persone significative per la sua attività educativa: Il Canonico Alimonda, Maria Domenica Mazzarello e don Lemoyne Giovanni Battista, che chiede di diventare salesiano.

Le altre venute di Don Bosco a Mornese sono legate alle relazioni che don Bosco ha saputo tessere con il territorio.

1867 - 2° arrivo di don Bosco

Il 7 dicembre 1867 don Bosco trova finalmente il tempo di esaudire il desiderio del Vescovo di Acqui, di andarlo a trovare, e parte da Torino. Mons Contratto è gravemente ammalato. Quando d Bosco arriva ad Acqui, il Vescovo è già deceduto, si ferma per le esequie e poi continua il viaggio per Mornese. Dove vi arriva5 il 9.

La permanenza di don Bosco è significativa per diversi motivi:

- L’incontro con la popolazione con il ministero sacerdotale: Celebrazione dell’Eucaristia, della riconciliazione, la predicazione, e la visita a persone anziane o ammalate.

- Le offerte che i mornesini gli danno per la protezione di Maria Ausiliatrice. Già nel 1864 aveva esortato ad affidarsi a Maria Ausiliatrice nei pericoli e nelle difficoltà, e i mornesini che dicono di aver goduto della protezione dell’Ausiliatrice, volevano lasciargli un segno della loro riconoscenza, per la costruzione della Chiesa che stava ultimando a Torino.

E offrono a don Bosco i beni del territorio, che vengono poi messi all’asta …

Questo fatto ha suscitato un interessamento particolare dall’amministrazione politica del territorio6, perché pensa che don Bosco obblighi le persone a fare delle offerte, ma viene difeso dagli stessi mornesini.

- L’incontro e la conoscenza con le Figlie dell’Immacolata, anche perché nel suo cuore si sta delineando il progetto di una Congregazione religiosa femminile.

- Infine il Collegio in costruzione ha già degli ambienti completati, tra questi c’è la Cappella dedicata a Maria SS. Addolorata e don Bosco dice la prima Messa mentre la benedizione è stata impartita da don Valle, il parroco, perché don Bosco non aveva assicurato per tempo, la sua presenza. E torna a Torino.

1869 - 3° arrivo di don Bosco

Il 19 aprile del 1869, invitato da don Pestarino arriva nuovamente a Mornese7. Si mette a servizio della Comunità cristiana con le confessioni, la predicazione, la visita ai malati.

Visita il Collegio in costruzione, per seguire i lavori aveva già mandato don Carlo Ghivarello, vede il modo di lavorare e la collaborazione volontaria della gente, e stabilisce che i serramenti per la costruzione, verranno fatti da alcuni falegnami dell’Oratorio, che a suo tempo per questo lavoro si sposteranno a Mornese.

Si confronta con don Pestarino anche sul lavoro pastorale che viene fatto, e comincia ad avere dei progetti concreti, che però non manifesta, verso le Figlie dell’Immacolata. Si ferma alcuni giorni e poi torna Torino.

1870 – 4° arrivo di d Bosco

L’occasione per la quarta venuta di don Bosco a Mornese, sono i festeggiamenti della prima Messa di don Giuseppe Pestarino8, nipote di don Domenico.

Il nipote era stato ordinato prete ad Acqui il 16 aprile, sabato santo, e si era deciso che la prima Messa al paese natale fosse celebrata la terza domenica di Pasqua, l’8 maggio. La festa dura tre giorni e don Bosco vi arriva, secondo la testimonianza di don Giuseppe la domenica, le Memorie Biografiche invece dicono che vi giunge il 9 maggio, lunedì, accompagnato da don Giuseppe Costamagna.

E’ un occasione di Festa, di gioia, di serenità, ma don Bosco incontra e colloquia con i Sacerdoti e parroci presenti, facendosi conoscere per il suo comportamento e le sue riflessioni. Il centro dell’ilarità e della festa è il giovane prete don Costamagna, che si è conquistato la simpatia dei giovani di Mornese ..

E don Bosco gode dell’ilarità ma ammira anche sempre di più il lavoro pastorale di don Domenico, vedendo la partecipazione della popolazione alla pratica dei Sacramenti e della preghiera, e nello stesso tempo segue con interesse la crescita spirituale e apostolica delle Figlie dell’Immacolata e di Maria Domenica Mazzarello.

1871 – 5° arrivo di don Bosco

La casa più vicina al Collegio in costruzione è Casa Carrante9, e don Bosco manifesta il desiderio di ingrandire, e don Pestarino esaudisce subito il desiderio, e compra la casa, e don Bosco viene, verso la fine di aprile, a Mornese per valutarne l’acquisto, e vedere i progressi della nuova costruzione. La sua venuta serve anche a consolidare il rapporto e la fiducia con le Figlie dell’Immacolata. Constata i progressi che alcune stanno facendo, e con consigli e letture offre la possibilità di crescita, e continua ad ammirare la disponibilità di don Domenico, e la saggezza di Maria Domenica.

1872 – 6° arrivo di d Bosco

La costruzione del Collegio sta per finire, c’è da fare la nuova casa del parroco, e la casa dell’Immacolata, proprietà di don Pestarino, è la più vicina alla Chiesa, ma è abitata dalle Figlie dell’Immacolata, che hanno un piccolo internato, per orfanelle, e gestiscono il laboratorio di sartoria per le ragazze del paese. Il Consiglio comunale chiede a Don Pestarino di affittare la Casa dell’Immacolata, per ospitarvi il parroco.

Per liberare la Casa dell’Immacolata, che viene abitata da don Valle, per tutto il tempo necessario per ricostruire la casa canonica, Le Figlie dell’Immacolata vengono destinate dallo stesso consiglio comunale, al Collegio10, che vicino ha Casa Carrante, comperata da don Pestarino, e poi si trasferiscono definitivamente al Collegio, e vi arrivano, con i bachi da seta, la sera del 23 maggio 1872.

La Diocesi di Acqui era stata senza vescovo dalla morte di Mons Contratto (1867), e nell’Epifania del 1872 era giunto ad Acqui come vesovo Mons Sciandra, ma non aveva ancora le lettere dimissorie (il regio placet) del governo.

La festa del Corpus Domini, giugno 1872, durante la processione sotto il sole, Mons Sciandra fa una bella sudata e prende una buona polmonite.

Non sa dove andare a recuperare le forze, perché non avendo le dimissorie, non può usare dei beni episcopali, e non può andare a soggiornare nella villa che la diocesi ha a Strevi.

Gli si dice che don Pestarino e don Bosco a Mornese, hanno quasi ultimato il Collegio e che in quel paese d’estate il clima è buono, e che potrebbe andare a risposarsi lì. E Mons Sciandara fa la richiesta a don Pestarino, e arriva a Mornese.

Nel frattempo don Bosco e don Pestarino avevano stabilito che era ora di realizzare il progetto della fondazione del nuovo Istituto di Suore “Le Figlie di Maria Ausiliatrice”.

Le Figlie dell’Immacolata che sono seguite in modo particolare, e che ormai risiedono al Collegio, vengono avvisate che il 3 agosto inizieranno gli Esercizi Spirituali e che chi desidera tra coloro che hanno fatto un cammino formativo, l’8 agosto farà la prima professione religiosa, nel nuovo Istituto.

Don Bosco fa sapere a Mons Sciandra, che Lui non potrà essere presente l’8 agosto per le professioni, e che queste professioni vengano fatte nelle mani del Vescovo. Don Bosco però, sollecitato dal Vescovo stesso, arriva a Mornese il 4 sera11, e visto che non può trattenersi a lungo, le professioni vengono decise per il 5 mattino, e così viene fatto.

E’ interessante vedere come Maria Mazzarello e compagne vivono nella serenità questo momento, anche perché la professione comporta il nuovo abito religioso e anche la formula della professione, un nuovo stile di vita: tutte queste cose vengono preparate con le presenza di don Bosco.

La quinta venuta di don Bosco a Mornese è per la prima professione di Maria Mazzarello e delle dieci sue compagne, come Figlie di Maria Ausiliatrice, fatta nelle mani del Vescovo e del fondatore. E il 5 sera egli tornava a Torino per altri impegni.

1873 - 7° arrivo di d Bosco

Don Bosco alla fine di Luglio del 1873 arriva a Mornese12 per preparare l’alloggio per Mons Sciandra, che sarebbe ritornato a Mornese per un periodo di riposo.

L’anno precedente il Vescovo era ospitato nel Collegio ancora in costruzione, in una parte indipendente dal resto. Il 5 agosto era nato l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e il Collegio è stato messo completamente a loro disposizione. Attigua al Collegio c’era Casa Carrante che don Pestarino aveva comperato a nome di don Bosco, e questa casa era diventata l’abitazione dei sacerdoti e dei salesiani che si recavano a Mornese per prestare il loro servizio pastorale alla Comunità religiosa, e anche il Vescovo sarebbe stato ospitato in questo luogo, e don Bosco viene a vedere come è preparata per accoglierLo.

Il Nuovo Istituto nel cuore di don Bosco doveva fare per le “ragazze” quello che Lui e i suoi salesiani stavano facendo per i ragazzi e bisognava seguirne il programma: Le conversazioni e il confronto con don Pestarino e con le Suore lo aiutano a intuire questo progetto. Proprio per la realizzazione del progetto e perché si entrasse serenamente nel cammino della vita religiosa don Bosco aveva chiesto a Madre Enrichetta Dominici (1829-1894), oggi beata, Superiora delle Suore di Sant’Anna (fondate dalla Marchesa Barolo) di mandare a Mornese per un po’ di tempo delle Suore perché aiutassero Maria Mazzarello e le prime professe a vivere come consacrate e a cmportarsi da Suore. Madre Enrichetta in quaresima era venuta a Mornese, per vede l’attività della Comunità, capisce quello che desidera don Bosco, e manda, dopo Pasqua, la sua segretaria e seconda assistente Suor Francesca Garelli, accompagnata dal Suor Alloa. E le due Suore godono della buona volontà della Comunità, e la aiutano a scoprire i segni di una “Comunità religiosa”.

Nel frattempo erano arrivate alcune ragazze, desiderose di una serena e buona educazione, e il progetto si incarnava nella quotidianità della vita. Don Bosco vede il cammino della Comunità e nota il desiderio di diventare “Suore” sotto tutti gli aspetti, ed è così contento che esprime a Don Rua la sua soddisfazione.

1873 – 8° arrivo di d Bosco

Don Bosco arriva a Mornese, con don Cagliero Giovanni13, il 3 agosto, per salutare il Vescovo che è ospitato in casa Carrante, ma dice subito che non può fermarsi per il 5: le Vestizioni e le professioni le accetterà il Vescovo.

Agli Esercizi sono presenti le undici prime professe, le future professe, le novizie e una “decina di Signore” che noi oggi diciamo brave cristiane, invitate da don Bosco a vivere questo momento di preghiera e di fede. E le due Suore di Sant’Anna.

E’ interessante notare la novità di questi Esercizi: l’apertura al laicato: le dieci Signore presenti invitate da don Bosco. Gli Esercizi per le “Signore” saranno una caratteristica del nuovo Istituto, ma quando sarà consolidato essi non saranno più fatti insieme, ma ogni gruppo, Suore, o Signore li faranno per categoria, e non nello stesso periodo.

Gli Esercizi Spirituali predicati dal M.to R. Andrea Scotton e Padre Luigi Portaluri S. J., e terminano il 5 con nuove vestizioni e professioni, alla presenza del Vescovo.

Don Bosco alla Comunità offre alcune riflessioni:

Di non lasciarsi mai abbattere da nessuna difficoltà; il mondo è pieno di difficoltà, e per non venir presi da essi, bisogna essere preparati e tener presenti questi quattro mezzi: Osservare le Costituzioni, pregare con fede, amarsi scambievolmente, ed esser umili.

Alla vestizione religiosa e professione sarà presente il Vescovo. Don Bosco visto che il 5 ha degli impegni improrogabili a Torino, vi ritorna con Don Cagliero Giovanni, il 4 agosto.

1874 – 9° arrivo di d Bosco: Trigesima di don Pestarino

Il 15 maggio del 1874, a soli 57 anni muore improvvisamente don Domenico Pestarino, che tanto aveva fatto perché il Sogno di don Bosco, di avere una Congregazione religiosa femminile, si realizzasse.

Don Bosco non può essere presente ai funerali, manderà alcuni salesiani, ma vuole essere presente alla Messa di trigesima14, e arriva anche questa volta in compagnia di don Cagliero Giovanni.

Il nuovo Istituto stava vivendo un momento di profonda sofferenza, e la presenza di Don Bosco non può portare che un po’ di serenità e di speranza, e l’accoglienza delle Suore e della Comunità è ricca di semplicità e di speranza.

La Comunità sta imparando ogni giorno di più a vivere “da suore”, e don Bosco, visto che ci sono sempre nuove adesioni, intuisce che il nuovo Istituto deve incominciare ad avere la sua autonomia, e iniziare una formazione regolare.

Don Bosco ascolta qualche amico di Mornese, ma è soprattutto alle Suore del nuovo istituto a cui dedica il suo tempo. Parla alla Comunità delle speranze e attese che alcuni vescovi hanno a loro riguardo, sperando nella presenza delle Suore nella loro diocesi, e soprattutto parla della futura presenza, come responsabili della cucina e del guardaroba, con un riguardo particolare all’educazione delle ragazze del paese, nella nuova opera di Borgo San Martino.

Presiede alla funzione del dono dell’abito alle nuove postulanti e poi alla professione delle novizie che diventano Suore.

Il 15 giugno ci fu la messa di trigesima di don Pestarino, e dopo viene eletta la nuova Superiora e il Consiglio, alla presenza di don Bosco. Viene eletta Superiora Maria Mazzarello.

Nel pomeriggio il Santo radunò il Consiglio della Comunità, lo incoraggiò a non sgomentarsi delle perdite avute, ma a riguardarle quali prove del Signore e fonti di future benedizioni; si disse contento di vedere in tutte gran volontà di farsi sante, e diede loro alcuni avvisi, particolarmente su questo:

“ Vi esorto a secondare il più possibile l'inclinazione delle Novizie e delle Suore, per quanto riguarda le loro occupazioni. Alle volte si pensa che sia virtù il far rinnegare la volontà con questo o quest'altro ufficio, contrario al gusto individuale, mentre ne deriva danno alla Suora ed anche alla Congregazione. Piuttosto sia vostro impegno d'insegnar loro a mortificarsi, ed a santificare e spiritualizzare queste inclinazioni, avendo in tutto di mira la gloria di Dio ”.

E tornava a dichiarare che, non potendo egli tener dietro ai singoli bisogni della loro comunità, la quale avrebbe preso un grande sviluppo, aveva stabilito Don Giovanni Cagliero come suo rappresentante. E torna a Torino.

Da quest’anno gli Esercizi Spirituali delle Suore e delle Signore verranno fatti in momenti diversi.

Dal 22 al 29 agosto si svolse, in modo edificante, il corso degli esercizi spirituali per le signore, predicati da Don Giovanni Cagliero e da Don Mallarini, Vicario di Canelli.

1875 – 10° arrivo di d Bosco

Alcuni momenti della vita del nuovo Istituto dipendono anche dagli impegni di don Bosco.

Nel 1875 gli Esercizi Spirituali, visto che don Bosco desidera essere presente negli ultimi giorni, e poi andare a Ovada per partecipare ai festeggiamenti del primo centenario della morte di San Paolo della Croce, iniziano il 21 agosto, don Bosco è presente gli ultimi giorni15.

Prima della fine degli Esercizi Spirituali arriva anche don Bosco, che si presta per le confessioni, parla della regola e delle professioni perpetue che possono essere fatte.

Il 28 agosto preside la vestizione di 15 postulanti, dopo c’è la prima professione di altre 14 che hanno terminato il postulandato e infine ci sono le prime professioni perpetue. Dieci tra le undici suore che avevano fatto la prima professione nel 1872 sono pronte, dopo tre anni a consacrarsi al Signore per tutta la vita, a loro se ne aggiungono altre, che avevano posti di responsabilità nel nuovo istituto. Le suore hanno avuto la possibilità di chiedere un incontro con don Bosco, e tra le altre cose gli domandavano se potevano … don Bosco le ascoltava e terminava sempre con la frase: “Però bisogna che sentiate la vostra Madre superiora”.

Lascia infine, alla Comunità, alcuni ricordi, parla del dono della pace: per essere in pace con Dio, bisogna essere in pace con se stessi. E poiché devono imparare ad essere suore parla della clausura, e dell’importanza di non uscir mai da sole …

Il 29 agosto parte per Ovada, dove si ferma fino al 31, ospite di don Tito Borgatta per partecipare alle feste del primo centenario della morte di San Paolo della Croce, per questa circostanza sono presenti diversi vescovi, e per don Bosco è occasione per incontrarsi con loro e presentare le sue opere. Trova anche il tempo, con don Costagmagna, di ritirarsi nella Casa Natale di San Paolo delle Croce, per rivedere le Costituzioni del nuovo Istituto e darle alle stampe.

1878 – 11° arrivo di d Bosco

Don Bosco ha accolto i “Segni della Provvidenza”, che con Maria Mazzarello e don Pestarino l’ha chiamato a fondare l’Istituto di Maria Ausiliatrice. Mornese però era un paese isolato, e con un clima invernale alquanto rigido, e questo non concordava con la crescita dell’Istituto, che aveva bisogno anche di usare le vie di comunicazione, che collegano luoghi importanti e significativi. A quel tempo il treno era il sistema di comunicazione più veloce e più sicuro, e l’Istituto era in continua espansione. Don Bosco trova a Nizza Monferrato, dove passa anche il treno, un Convento che potrebbe diventare la nuova sede dell’Istituto e lo compra, e stabilisce di trasferire completamente l’Opera di Mornese a Nizza.

In una lettera a Don Lemoyne, che è il rappresentante a Mornese di don Bosco il 6 agosto scrive16: “A Dio piacendo sarò a Mornese nel giorno 16 e mi fermerò otto giorni, sicché avremo tempo di chiacchierare.

Secondo la Cronistoria don Bosco arriva il 12 agosto, accompagnato da Mons Belasio, che è uno dei predicatori degli Esercizi, che iniziano il 13 sera, e si ferma otto giorni perché parte il 20. Gli Esercizi sono un momento particolare del nuovo Istituto perché sono presenti le Direttrici, e vengono trattati anche argomenti inerenti all’organizzazione e buon funzionamento delle opere. Don Bosco non è in perfetta salute, ma è attento a tutti gli avvenimenti che si svolgono, parla con Madre Mazzarello e le altre superiore, e riceve in privato le direttrici e le professande. Vengono trattati anche altri argomenti inerenti al consolidamento umano, educativo e religioso del nuovo Istituto. Il giorno 20 si chiudono gli Esercizi, con dodici vestizioni, dieci prime professioni, quattro rinnovazioni e otto professioni perpetue. Don Bosco però presiede solo la funzione dei voti.

Il 20 agosto don Bosco parte ed è l’ultima volta che viene a Mornese. La Congregazione stabilisce la sua dimora a Nizza Monferrato.

 

Alcune considerazioni.

Potremmo dividere in due gruppi le venute di don Bosco a Mornese: fino al 1872, data della nascita dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, don Bosco venendo a Mornese ha sempre avuto dei contatti diretti con la popolazione, tanto che viene deciso di costruire un Collegio perché mandasse i suoi salesiani a fare scuola. Essendo sorte delle difficoltà da parte della Curia di Acqui per dare il permesso di usare la struttura una volta ultimata per i ragazzi, in quanto aveva rinnovato il piccolo seminario, e le due istituzioni potevano farsi concorrenza, c’è la possibilità che rimangano le Figlie dell’Immacolata che sono diventate Suore: Figlie di Maria Ausiliatrice. E il Collegio, invece che struttura educativa maschile, diventa luogo educativo per le ragazze. I mornesini, dovendo subire questo cambio, si sentono in parte traditi da don Bosco, e don Bosco dal 1872 in poi quando ritorna a Mornese, si interessa molto meno del territorio e molto di più del nuovo Istituto che sta nascendo e prendendo consistenza.

Oggi a quasi 150 anni dalla prima sua venuta (1864), dobbiamo dire che Don Bosco e Madre Mazzarello sono stati provvidenziali per il paese, perché per le vicende religiose e storiche che si sono svolte, Mornese è diventato un paese di respiro mondiale. Arrivano Suore e visitatori da ogni parte del mondo.

Don Bosco in preparazione al bicentenario della sua nascita (1815-2015), sta facendo in un insigne reliquia il giro del mondo, accolto da tanta simpatia e fede. Ritornerà a Mornese il 26 e 27 dicembre del 2013 a 149 anni dalla prima venuta.

Mornese pur essendo oggi un paese di circa 750 abitanti anche per merito di don Bosco e di Maria Mazzarello ha il parroco, l’Ufficio postale, la Scuola materna, elementare e media e la stazione dei Carabinieri: è ancora un paese pieno di vita …

La riflessione sulla presenza di don Bosco a Mornese potrebbe essere ampliata parlando della devozione alla Madonna Ausiliatrice, e della partecipazione dei mornesini alla consacrazione della Chiesa di Maria Ausiliatrice in Torino17, legata ai progressi a questa devozione che questi fedeli vivono nel loro territorio.

Si potrebbe continuare con la simpatia che i mornesini e don Pestarino hanno avuto con don Bosco, specialmente in occasione della grave malattia che lo ha colpito, e della visita che essi gli hanno fatto a Varazze18

 

Pubblicato nella Rivista: URBS Silva et Flumen n 3-4 del 2013 pagine 249-254

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1 Cfr MACCONO FERDINANDO, L' Apostolo di Mornese: sacerdote Domenico Pestarino, in: Letture Cattoliche, anno LXXV (1927), numeri 897-898, Torino, settembre-ottobre 1927.

Adolfo L’Arco: Don Domenico Pestarino in orbita tra due astri – LDC – 1980.

2 Cfr Memorie Biografiche (MB) vol VII, Capitolo VIII pag 651ss.

3 Cfr Memorie Biografiche (MB), vol VII, Capitolo LXXIV, pag 758-769.

G B Francesia: Don Bosco e le sue ultime passeggiate. Torino – libreria Salesiana San Giovanni Evangelista – 1897 - pag 157 – 379

Cronistoria, I, pag 147ss

4 Cfr Archivio Parrocchiale di Mornese.

5 1867 dicembre: Benedizione (prima messa nella Cappella del Collegio) MB VIII Capo LXXXIV pag 1009-1018.

L’appendice: 8 Poesie del notaio Traverso pag 1075-1079, lodi a don Bosco.

MB VIII Capo LXXII pag 877: lettera interessante di don Pestarino a Don Bosco: 11 luglio – Cronistoria I pag 198-204 Cfr Allegato 9 pag 333

6 Cfr MB VIII Capo LXXXIV pag 1016-1020

7 1869 MB IX Capo XLVIII pag 613:

Il 19 aprile verso sera don Bosco parte per Mornese a visitare la costruzione del Collegio e a confrontarsi con don Pestarino - Cronistoria I pag 222

8 1870 MB IX Capo LXVIII (cfr MB X capo VI pag 591) pag 867-868: C’è la prima Messa in Paese del nipote di don Pestarino.

Cronistoria I pag 226 - 232.

9 Cronistoria I 236: Questa venuta è raccontata solo dalla Cronistoria.

10 A cura di Piera Cavaglià e Anna Costa. Orme di vita, tracce di futuro, Las Roma, pag 34-37

11 1872 MB X Capo IV pag 369 – prima professione.

La sera del 4 agosto, faceva una scappata a Mornese per le prime professioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice … e tornava all’Oratorio, il 6 saliva a Sant’Ignazio benché occupatissimo …

Cronistoria I pag 297ss.

12 1873 MB X Capo VI pag 621. ai primi di luglio vi tornava (a Mornese) a predisporre che la dimora per il vescovo convenientemente preparata in Casa Carrante … cfr Cronistoria II 37-38 ( 3 luglio)

13 MB X Capo VI pag 622: Anche dopo tornò a Mornese, accompagnato da don Cagliero per ossequiare il vescovo … Il regio placet

Cronistoria II pag 40-44

14 1874 MB X Capo VI: tutto sulla seconda famiglia (anni 1871-1874). Capo VI paragrafo 8: Una visita

indimenticabile: Verso la metà di giugno si recava a Mornese in compagnia di don Giovanni Cagliero..

Abito alle Postulanti dalla mano del Santo (sono 13)

pag 636: Il 15 giugno, il Santo assistè al solenne rito di trigesima

Cronistoria II pag 88 ss.

15 1875 MB XI Capo XV: Le Figlie di Maria Ausiliatrice pag 359; pag 362: Gli Esercizi cominciati il 21 agosto … il Beato si trovò presente negli ultimi giorni. Il 28 agosto solenne vestizione di 15 postulanti benedette dal beato.

Parte poi alla volta di Ovada: il 29-31 agosto, ospite di don Tito Borgatta, e con don Costamagna rivede le Costituzioni delle FMA pag 366

Cronistoria II pag 146ss.

16 1878 MB XIII Capo VII pag 209. Sarò a Mornese il giorno 16 e mi fermerò otto giorni

Cronistoria II 335ss.

17 Giunti da Mornese 40 capi famiglia col Sindaco e d. Pestarino... in brachette e farsetti all'antica, e tutti cortesi e garbati. D. Pestarino disse: « Scopo nostro è ringraziare la S. V. Aus. » MB IX Capo XXII pag 270-273. D.B. ottiene al popolo di Mornese l'indulgenza plenaria quotidiana (lapide nella chiesa) MB IX Capo LXIII pag 812.

18 Dodici capifamiglia di Mornese vanno a Varazze portando doni a D. B. ammalato MB X Capo III pag 277-278.

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